“L’ideologia estremista” deve essere affrontata e combattuta da “una ideologia illuminata”. “La religione dovrebbe essere parte della soluzione e non parte del problema. L’ignoranza degli insegnamenti religiosi è il motivo principale dietro l’adozione di visioni estremiste e radicali”. Un intervento importante e articolato quello pronunciato ieri da papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copto-ortodossa d’Alessandria, al congresso islamo-cristiano che si sta svolgendo al Cairo, in Egitto, per iniziativa del Grande Imam di al-Azhar Ahmad al-Tayyib, la guida della più importante istituzione religiosa e giuridica del mondo arabo musulmano sunnita. Alla conferenza, che ha messo a tema la questione della “Libertà e Cittadinanza: diversità e integrazione”, partecipano fino ad oggi personalità religiose, accademiche e scientifiche, cristiane e musulmane. I lavori si concluderanno con l’adozione di una “Al-Azhar’s Declaration for the Muslim-Christian Coexistence”.

 

 

Papa Tawadros ha preso la parola ieri. L’Egitto e la comunità copta stanno attraversando un periodo particolarmente delicato dopo una serie di attacchi costati la vita a sette cristiani. “Il mondo è affamato di amore e di pace vera”, ha detto Sua Santità Tawadros. “Come ben sapete, l’Egitto in particolare ed il Medio Oriente in generale, hanno sofferto e continuano a soffrire di varie forme di violenza che culminano in manifestazioni di estremismo e reiterati atti di terrorismo. Tutto ciò a causa di una sbagliata comprensione e la mala interpretazione della religione” che stanno mettendo a serio rischio la “sfida della convivenza”. Nel suo intervento papa Tawadros ha delineato varie forme di terrorismo. C’è “il terrorismo fisico rappresentato da uno stillicidio di omicidi, attentati, esplosioni ripetute”. C’è il “terrorismo intellettuale” che si presenta come “imposizione con la forza di un pensiero e un’opinione”. C’è anche il “terrorismo morale” che punta “a cancellare l’esistenza dell’altro, diverso da me”. Infine ci sono l’ignoranza e i pregiudizi che “deformano l’immagine dell’altro rendendolo diverso da sé e contribuiscono a creare un mondo di nemici costruiti da una fantasia malata”.

“Questo – ha sentenziato Tawadros – è ciò che stiamo sperimentando nella regione del Medio Oriente”, ma l’analisi serve per trovare soluzioni e il leader della Chiesa copta ne individua alcuna. La prima via da intraprendere è quella di illuminare il discorso religioso liberandolo da ogni forma di ignoranza e radicalismo. A questo proposito, Tawadros ha ricordato la beatitudine cristiana, “beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. E “in Egitto, dopo gli avvenimenti del 14 agosto 2013, la Chiesa egiziana, che pure ha pagato il tributo più alto di questi atti di violenza con la distruzione di circa 100 edifici tra chiese, scuole ed annessi, ha messo in pratica questo amore facendo pace con tutti, anche con chi si erge contro di lei”. Tawadros ha, quindi, invitato a “promuovere un discorso moderato, moderno e illuminato che aiuti l’uomo ad aderire ai fondamenti della propria religione” ed ha esortato a “sostenere la diffusione di valori umani più nobili” e ad “esaltare il valore della differenze e della diversità”, promuovendo una “cultura della tolleranza e di convivenza rispettosa e amichevole”. “La convivenza dei cittadini in seno ad un’unica Patria – ha concluso – in nome di valori umani comuni, alla luce del rispetto reciproco, contribuisce alla stabilità e al progresso e non può che dar vita ad un futuro migliore per il mondo intero”.

Il testo originale e completo si trova su:

http://agensir.it/quotidiano/2017/3/1/egitto-conferenza-islamo-cristiana-di-al-azhar-papa-tawadros-il-mondo-ha-un-disperato-bisogno-di-amore-e-di-pace/