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Federico Peirone

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EGITTO – ( 14 Giugno )

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IL CASO
Egitto, presidente Corte costituzionale
“Sarà sciolto intero Parlamento”
 
Chiamata a esprimersi sulla costituzionalità della legge elettorale con la quale si è votato alle ultime elezioni, la Corte suprema ha dichiarato nulle le elezioni. Valida la candidatura dell’ex premier del regime di Mubarak, Ahmed Shafiq. Fratelli musulmani: “Paese finirà in un tunnel”
 
 
IL CAIRO – Il capo della Corte costituzionale egiziana, Farouq Sultan, ha dichiarato ufficialmente che il giudizio della Corte costituzionale sulla legge elettorale “suggerisce lo scioglimento di tutto il Parlamento egiziano”. La decisione è arrivata dopo una valutazione sulla costituzionalità della legge elettorale con la quale si è votato in Egitto alle ultime elezioni parlamentari. In un primo momento l’alto organo aveva definito non valida solo l’elezione di un terzo dei membri dell’assemblea, precisando che l’annullamento riguardava i deputati eletti col sistema maggioritario a causa dell’incostituzionalità della legge elettorale. “La decisione di annullare l’elezione di un terzo del Parlamento porta all’annullamento di tutti i seggi”, ha affermato il vice presidente della Corte suprema egiziana, Maher Sami, citato dal sito egiziano ‘al-Youm al-Sabaa’. “La sentenza porterà allo scioglmento del Parlamento”, ha ribadito. Intanto, funzionari militari fanno sapere che con la decisione della Corte ”il potere torna in mano” al Consiglio delle forze armate (Scaf). ”Noi non lo vogliamo – hanno aggiunto le fonti – ma il tribunale ha deciso così”. Lo Scaf assume di fatto funzioni legislative e avrà il compito di stabilire la legge elettorale per le nuove elezioni. Se il parlamento verrà sciolto, il paese finirà in un “tunnel”. Lo ha dichiarato il deputato dei Fratelli musulmani El Erian.
 
Valide precedenti decisioni Parlamento.
La sentenza è definitiva e non necessita di ulteriori procedure o ratifiche prima di entrare in vigore. Tutte le precedenti decisioni prese dal Parlamento egiziano resteranno valide. Sultan ha spiegato che il Consiglio della Shura, la camera alta del Parlamento, non sarà sciolta anche se eletta con lo stesso sistema legislativo dell’Assemblea del Popolo.
 
Elegibilità di Shafiq. La Corte doveva decidere anche sull’eleggibilità di Ahmed Shafiq, l’ultimo premier dell’ex raìs Hosni Mubarak, che al primo turno delle elezioni presidenziali ha conquistato l’accesso al ballottaggio con Mohamed Morsi, previsto sabato e domenica. La decisione della Corte ha stabilito che Shafiq poteva candidarsi alle presidenziali, dichiarando l’incostituzionalità della legge.
 
Riunione d’urgenza Consiglio militare. Il Consiglio militare egiziano ha convocato una riunione di urgenza per esaminare la situazione dopo la sentenza della Corte Costituzionale che consente all’ultimo premier sotto Mubarak di essere candidato alle presidenziali e che ha annullato l’attuale Parlamento. Lo rende noto l’agenzia Mena.
 
Dubbi su nuova Costituzione. La sentenza arriva alla vigilia del ballottaggio di sabato e domenica nel quale si sarebbero dovuti sfidare l’ex primo ministro Ahmed Shafiq e il candidato dei Fratelli Musulmani Mohammed Mursi. La sentenza della Corte giunge anche sulla scia della creazione della nuova Assemblea Costituente eletta dal Parlamento e incaricata di scrivere la nuova Costituzione egiziana. Anche il destino di questo processo resta ora incerto alla luce della sentenza odierna.
 
Le reazioni. “Ci aspettavamo che la Corte suprema giudicasse incostituzionale la legge sull’isolamento dalla politica degli esponenti dell’ex regime”, ha detto Mohammed Qatari, capo della campagna elettorale per Ahmed Shafiq, commentando la sentenza della Corte che riconosce la legittimità della candidatura dell’ex premier alle presidenziali in Egitto. “La sentenza è giusta ed era prevedibile che la Corte prendesse questa decisione – afferma – il suo operato è lontano da influenze politiche ed è ancora una delle istituzioni che in Egitto operano in modo trasparente”. Diversa invece è l’opinione di Mahmoud Afifi, esponente del gruppo ‘6 aprile’: “Eravamo certi che la Corte avrebbe respinto la richiesta di impugnare la legge sull’esclusione dalla politica dei vecchi gerarchi. Dichiarare la legge incostituzionale è un fatto nuovo per la legislazione egiziana”. Il gruppo che ha partecipato alla rivoluzione di piazza Tahrir fa sapere comunque di “continuare a sostenere il candidato dei Fratelli Musulmani, Mohamed Mursi, alle prossime elezioni presidenziali, “attuando nel ballottaggio il principio di isolamento dei vecchi politici come Shafiq, respinto oggi dalla Corte”. Le sentenze della corte costituzionale egiziana sono ”un colpo di stato totale che annulla 16 mesi di storia della patria”, ha commentato Mohamed Beltagui del comitato esecutivo del partito dei Fratelli Musulmani, Giustizia e Liberta.
 
Ex candidato islamico moderato: “È golpe”. ”Mantenere il candidato militare, rovesciare il Parlamento eletto e dare alla polizia militare la facoltà di arrestare i civili è un colpo di Stato completo”. Lo scrive su Twitter il candidato islamico moderato sconfitto alle presidenziali egiziane Abdel Moneim Abul Fotouh. ”Chi pensa che i giovani faranno passare questo è un illuso”.
 
Assemblea costituente, si dimettono 3 liberali. Tre dei massimi esponenti liberali egiziani hanno annunciato le loro dimissioni dall’Assemblea costituente giudicando l’organismo formatosi martedì “non diverso” da quello precedente, di aprile. I tre dimissionari sono Abdel Galil Mostafa, coordinatore generake dell’Associazione nazione per il cambiamento, l’esperto di legge costituzionale Gabr Nassar e il cristiano Samir Marcus.
 
Fmi pronto ad aiutare Egitto. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) è pronto ad aiutare l’Egitto nella transizione. Lo afferma il direttore delle relazioni esterne del Fmi, Gerry Rice.
 
 
(14 giugno 2012)
 
Il testo completo si trova su:
 
http://www.repubblica.it/esteri/2012/06/14/news/egitto_corte_invalida_un_terzo_parlamento_eletto-37184820/index.html?ref=search