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Federico Peirone

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22 Febbraio 2017

EGITTO – (22 Febbraio 2017)

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Egitto. Cristiano copto bruciato vivo dal Daesh nel Sinai


Redazione Internet mercoledì 22 febbraio 2017
 
Si tratta di un uomo di 45 anni. Il padre ucciso a colpi d’arma da fuoco. Sono già 5 i cristiani uccisi dall’inizio dell’anno
 
Cristiani copti in preghiera (Reuters)

Cristiani copti in preghiera (Reuters)

Un cristiano egiziano è stato bruciato vivo dal Daesh (Stato islamico, o Isis) nel nord-est della penisola del Sinai, in Egitto. Lo ha riferito una fonte della sicurezza precisando che presunti jihadisti del Daesh hanno ucciso a colpi di arma da fuoco anche un altro copto. Le due uccisioni seguono minacce di colpire i cristiani egiziani fatte dal Daesh attraverso un video diffuso tra domenica e lunedì.

Il copto che sarebbe stato bruciato vivo si chiamava Medhat Hana e aveva 45 anni. L’altra vittima è il padre, Saad, di 65. All’agenzia Ansa fonti della sicurezza si sono limitate a confermare che i corpi dei due copti sono stati ritrovati stamattina “dietro una scuola nel centro di Al Arish”: “Uno era bruciato e l’altro era stato ucciso a colpi di arma da fuoco”.

I copti rappresentano circa il 10% della popolazione egiziana e la più grande comunità cristiana del Medio Oriente. La branca egiziana del Daesh aveva diffuso un video segnalato domenica che indicava nei copti la “preda favorita” e nell’attentato del dicembre scorso a una chiesa del Cairo con 27 morti “solo l’inizio” della persecuzione contro questi “infedeli”.

Quest’anno tre copti stati uccisi a colpi di arma da fuoco in altrettanti attentati ad Arish, nel Sinai nord-orientale, dove il Daesh conduce da tre anni e mezzo una sanguinosa guerriglia contro le forze armate egiziane.

Nella penisola del Sinai, da circa due anni e mezzo è in atto una vera e propria guerra del jihad armato contro lo Stato centrale: inizialmente i terroristi prendevano di mira solo polizia ed esercito di stanza nella regione, ma più di recente azioni puntuali hanno preso di mira chiunque sia sospettato di collaborare con le autorità per il mantenimento della sicurezza. Ora nella penisola egiziana è l’intera popolazione ad essere in ostaggio dei terroristi: da metà gennaio hanno trovato la morte anche uno sheikh (prelato) musulmano sufi (il sufismo, per la sua tradizione dialogante e moderata è considerato “eretico” dagli estremisti), il cui cadavere è stato rinvenuto decapitato, e un giovane insegnante, assassinato a colpi di arma da fuoco.

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Il testo originale e completo si trova su:

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