Papa Tawadros e mons. Francesco Cavina, vescovo di Carpi (foto Sir/Rocchi)

(dall’inviato al Cairo) La Chiesa copta in Egitto “è una Chiesa martire. La fede e l’amore, la fedeltà e il coraggio dei cristiani egiziani sono motivo per noi di grande edificazione. È più quello che riceviamo che quello che possiamo dare”. Lo ha detto il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, incontrando ieri sera al Cairo il patriarca copto-ortodosso Tawadros II. Il presule italiano in questi giorni è in Egitto per una visita di solidarietà insieme a una delegazione di Aiuto alla Chiesa che soffre, guidata dal direttore Alessandro Monteduro e composta, tra gli altri, anche da alcuni giornalisti e dal vicario generale della diocesi di Carpi, don Massimo Fabbri. “L’amore per Cristo, che stiamo toccando con mano stando qui in Egitto, è per noi un grande richiamo a vivere con maggiore autenticità la nostra fede – ha aggiunto il vescovo di Carpi – ciò che porteremo con noi, e che cercheremo di testimoniare, è che in questa terra i cristiani vivono la loro fede non a parole ma con i fatti e il martirio. Siamo qui anche per trovare il modo di offrire un aiuto concreto per venire incontro alle necessità di questa Chiesa. Il primo aiuto è testimoniare che l’Egitto è un Paese che ha una sua sicurezza e dove i pellegrini possono tornare per visitare i tanti luoghi santi. E il pellegrinaggio sarà un momento di arricchimento reciproco”. Chiudendo il suo saluto mons. Cavina, a nome dell’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, ha invitato Papa Tawadros a visitare quanto prima il capoluogo regionale, insieme alla città di Carpi.

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