mercoledì 29 luglio 2020
Aveva 76 anni e lavorava a Tanta, sul Delta del Nilo. Grande commozione sui social: “Non ci dimenticheremo del nostro eroe”
Egitto, scomparso il medico dei poveri: "Non dimenticheremo il nostro eroe"

 

In Egitto era conosciuto come il “dottore dei poveri” e ora nella città di Tanta, nel Delta del Nilo, c’è una strada con il suo nome. Nel mondo musulmano e non solo c’è grande cordoglio per la scomparsa a 76 anni di Mohamed Mashali: per mezzo secolo nella sua clinica ha offerto visite a prezzi popolari o addirittura gratis a centinaia di migliaia di persone senza mezzi. Mashali, informa il sito ahramonline.org, è morto di “collasso cardiocircolatorio”. Nato il 1944 a Beheira, laureato all’Università del Cairo nel 1967, Mashali ha lavorato in molti centri medici rurali e nel 1975 ha aperto una sua clinica a Tanta. Negli anni è diventato famoso perché visitava gli abitanti dei sobborghi più poveri, chiedendo una cifra simbolica di pochi spiccioli (5-10 sterline egiziane, l’equivalente di 30-60 centesimi) solo a chi poteva affrontare la spesa. Spesso pagava di tasca sua le medicine e i vaccini ai pazienti più poveri. Lavorava 12 ore al giorno, visitando 30-50 malati, musulmani come era lui o cristiani, non importava, anche ora che era diventato anziano.

In una intervista aveva raccontato che la motivazione a servire la sua comunità gli venne dalla morte di un suo giovane paziente diabetico, la cui madre gli disse che non aveva soldi per comprare l’insulina ma a malapena per sfamare gli altri figli.

I social arabi si sono immediatamente impossessati della storia del dottor Mashali, tanto che l’hastag #Doctor_of_the_Poor è diventato “di tendenza” negli Emirati Arabi Uniti: numerosi utenti hanno postato immagini e vignette ricordando la sua figura di professionista umano e altruista.

“Ci sono dottori che incroci per strada e non ti riconoscono né ti salutano. Ma non il dottore: ti salòuta e ti ti dà sempre qualche consiglio medico, se necessario”, ha detto un paziente del dottor Mashali. Il vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed Bin Rashid Al Maktoum ha scritto su twitter che il dottor Mashali “era un creatore di un diverso tipo di speranza”.

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