Paolo M. Alfieri venerdì 6 luglio 2018
Oggi a Vienna l’incontro tra le autorità iraniane e i ministri degli Esteri dei Paesi firmatari dell’intesa, alla vigilia dell’entrata in vigore delle sanzioni americane
Il presidente iraniano Hassan Rohani a Vienna insieme al presidente austriaco Alexander Van Der Bellen (Ansa)

Il presidente iraniano Hassan Rohani a Vienna insieme al presidente austriaco Alexander Van Der Bellen (Ansa)

Il “pacchetto proposto dall’Europa per proseguire la cooperazione nel quadro dell’accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)” è giudicato insufficiente e “deludente” dalla Repubblica Islamica poiché “non risponde a tutte le sue richieste”. Il messaggio è arrivato direttamente dal presidente iraniano Hassan Rohani che ieri sera ha avuto colloqui telefonici con il presidente francese Emmanuel Macron e con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Le valutazioni di Rohani sono state riportate stamani dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, a poche ore dalla riunione di oggi dei ministri degli Esteri dei Paesi firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano, riunione prevista a Vienna dopo il tour di Rohani in Svizzera e Austria nel tentativo di salvare l’intesa dopo il ritiro degli Stati Uniti e le annunciate sanzioni americane.

Rohani, scrive l’Irna, ha sottolineato “la necessità di prestare attenzione e rispondere positivamente alle richieste” della Repubblica Islamica rivolte agli altri firmatari dell’intesa (Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Cina) siglata a Vienna nel luglio 2015. Il leader iraniano, aggiungono i media ufficiali, ha comunque apprezzato gli sforzi “positivi” degli ultimi mesi da parte della Francia e ha espresso la speranza che l’incontro di Vienna serva a rispondere “a tutte le richieste iraniane” per proseguire la cooperazione nel quadro del Jcpoa. “Auspichiamo – ha detto Rohani – che l’Europa offra un piano operativo chiaro per compensare l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo”.

Nei giorni scorsi Rohani ha chiarito che l’Iran continuerà a rispettare l’accordo sul suo programma nucleare finché ne trarrà benefici economici, finché saranno “garantiti gli interessi” della Repubblica Islamica. E, riporta l’agenzia Mehr, nel colloquio telefonico delle ultime ore con la Merkel il presidente iraniano non ha esitato a definire “deludente” la proposta europea, che – ha incalzato – “manca di soluzioni operative e di metodi specifici di cooperazione, limitandosi a una serie di impegni generali”.

Stamane il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif ha già incontrato a Vienna per una colazione di lavoro l’Alto Rappresentante Ue Federica Mogherini. Poco prima, Zarif aveva scritto su Twitter: “Il mio mandato è chiaro: definire soluzioni concrete. Ci aspettiamo dalle controparti Ue/E3+2 impegni verificabili e attuabili piuttosto che nobili e vaghe promesse. Niente errori: sanzioni e rispetto del Jcpoa si escludono a vicenda”. Zarif ha avuto stamane un bilaterale anche con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, il quale ha assicurato che Pechino è pronta a lavorare con gli europei per salvare l’accordo.

Per il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, è “improbabile” che i Paesi europei siano in grado di mettere insieme, entro agosto, un pacchetto economico per l’Iran che soddisfi le richieste di Teheran e preservi l’intesa. Secondo il titolare del Quai d’Orsay, i Paesi Ue, ma anche la Russia e la Cina, stanno lavorando per elaborare un meccanismo finanziario che attenui le sanzioni Usa. “Stiamo cercando di farlo prima che le sanzioni vengano imposte all’inizio di agosto e prima della nuova serie di sanzioni a novembre, ma la scadenza di agosto è troppo ravvicinata, stiamo cercando di farlo entro novembre”, ha affermato. Tuttavia Le Drian avverte che “l’Iran deve smettere di minacciare in modo permanente di rompere i suoi impegni per l’accordo nucleare”.