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Federico Peirone

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17 Ottobre 2016

IRAQ – (17 Ottobre 2016)

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L’offensiva

Iraq, esercito e curdi insieme per strappare Mosul al Daesh
 
 
 
 
 

 

È iniziata stamani all’alba l’offensiva congiunta curda e irachena per la riconquista di Mosul, roccaforte del Daesh in Iraq. All’operazione partecipa anche la coalizione internazionale a guida Usa, che garantisce la copertura aerea.

Mosul è sotto il controllo del Daesh dal giugno 2014 ed è da questa città che due anni fa Abu Bakr al-Baghdadi si è autoproclamato “califfo” del sedicente Stato islamico.

LIBERATI 200 KM QUADRATI. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato irachena, in mezza giornata l’esercito ha liberato 12 villaggi a sud di Mosul mentre i peshmerga curdi hanno riconquistato 7 villaggi a ovest della città occupata dai jihadisti. Il presidente della Regione curda autonoma dell’Iraq del Nord (Krg), Massud Barzani, ha detto in una conferenza stampa che la giornata di oggi segna “un punto di svolta” per la regione: «Un’area di circa 200 hilometri quadrati è stata liberata dal Daesh» e l’accesso dall’Iraq ad Aleppo è stato chiuso.

L’AIUTO DEGLI USA. A supporto dell’offensiva irachena ci sono i caccia statunitensi che stanno bombardando con raid mirati i siti di difensa del Daesh e in particolare la base di al Qiyara. Oltre alle milizie di Difesa popolari sciite, presenti con 9mila uomini, partecipano a questa offensiva anche i peshmerga curdi che stanno avanzando dalla direttrice di al Sawatir già conquistata e avanzano per prendere altri 7 villaggi della zona di al Hamdania.

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Un soldato occidentale a est di Mosul il 17 ottobre (Lapresse)

L’offensiva è iniziata all’alba dopo l’annuncio in conferenza stampa del premier Hayder Abadi. Le truppe di terra dell’esercito iracheno hanno iniziato a muoversi verso la zona di Sahl Ninve per poi avanzare su Mosul. L’esercito iracheno si muove anche dalla direttrice a sud di Mosul, quella di Hamam al Halil, che dista 50 chilometri dalla città dove è in corso uno scambio di colpi di artiglieria. A Mosul città invece si registrano numerosi incendi in quanto i jihadisti hanno dato alle fiamme i depositi di benzina per provocare alte colonne di fumo e ridurre la visibilità per i caccia che conducono i bombardamenti sulle loro postazioni.

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Peshmerga curdi preparano l’assalto a Mosul, 17 ottobre (Lapresse)

Intanto il vicesegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari Stephen ÒBrien Asimismo ha espresso “profonda preoccupazione per la sicurezza di 1,5 milioni di civili” che vivono a Mosul e che potrebbero subire le conseguenze delle operazioni militari. Decine di miliziani del Daesh sono scappati in Siria con le famiglie dopo l’inizio dell’offensiva irachena per la riconquista di Mosul. Lo rivela la tv satellitare curda Rudaw, secondo la quale ci sono dai 3.000 ai 4.500 combattenti jihadisti a difendere la seconda città irachena, che controllano da più di due anni.

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Un mezzo corazzato con la bandiera curda diretto a Mosul (Lapresse)

Potrebbe durare settimane, o forse più, l’operazione militare delle forze irachene. Lo ha affermato il generale Stephen Townsend, comandante della coalizione a guida Usa. “Questa operazione per riprendere il controllo della seconda città irachena continuerà probabilmente per settimane, forse più”, ha chiarito Townsend in una nota, nella quale, pur ammettendo che “potrebbe essere una battaglia lunga e difficile”, ha assicurato che “gli iracheni sono preparati e noi li appoggeremo”.

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Profughi di Mosul sfollati nel campo di Dohuk (Lapresse)

© riproduzione riservata

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/mosul-offensiva-Daesh-.aspx