“Israele rinunci alla demolizione di massa e al trasferimento della comunità palestinese beduina di Khan al Ahmar – Abu al Helu, situata alla periferia di Gerusalemme Est nei Territori occupati”: è l’appello lanciato oggi da Jamie McGoldrick e Scott Anderson, rispettivamente coordinatore umanitario e direttore delle operazioni dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, in Cisgiordania, dopo che, lo scorso 24 maggio, l’Alta Corte israeliana ha rigettato la petizione della comunità per impedire le demolizioni e il trasferimento. Quasi tutte le strutture di Khan al Ahmar – Abu al Helu sono ora a rischio immediato di demolizione da parte delle autorità israeliane, compresa la scuola, inizialmente costruita con il sostegno dei donatori, tra cui la Cei, la ong “Vento di Terra”, dall’Ue. La scuola serve circa 170 studenti della comunità e quattro di quelli circostanti ed è nota come la “Scuola di gomma”, perché fatta con i copertoni usati recuperati dai beduini stessi e poi riempiti di terra. Un accorgimento necessario poiché la comunità beduina vive in area C, dove, secondo quanto stabilito dagli Accordi di Oslo del 1993, non si possono edificare costruzioni in cemento e dotate di fondamenta. “Come molti palestinesi nella zona C, i residenti di Khan al Ahmar – Abu al Helu hanno combattuto per anni per vivere con dignità, per proteggere i loro figli, le loro case e la loro comunità”, afferma McGoldrick. “Israele intende spostare la comunità rurale dipendente dal bestiame a Jabal West in un sito urbano inadatto ai mezzi di sostentamento, alla cultura e alle tradizioni dei beduini ed è probabile che aumenti il loro livello di bisogno umanitario” affermano McGoldrick e Anderson. Nel caso in cui la comunità beduina venisse costretta a trasferirsi “questa sarebbe una grave violazione della Convenzione di Ginevra”.

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https://www.agensir.it/quotidiano/2018/6/1/terra-santa-unrwa-israele-rinunci-alla-demolizione-della-scuola-di-gomma-sarebbe-grave-violazione/