Paolo M. Alfieri mercoledì 9 maggio 2018
Secondo l’autopsia alla giovane è stato rotto l’osso del collo. Sono agli arresti il padre, il fratello e lo zio: il sospetto è che volessero imporle un matrimonio combinato
L'italo pachistana Sana Cheema (Ansa)

L’italo pachistana Sana Cheema (Ansa)

Sana Cheema, la giovane italo-pachistana morta il 24 aprile in Pakistan in una vicenda di sospetto “delitto d’onore”, è stata strangolata secondo i risultati dell’autopsia realizzata dal Laboratorio forense del Punjab, che ha analizzato i campioni dopo la riesumazione del corpo. L’autopsia, rivela il rapporto, mostra che “l’osso del collo è stato rotto”, indizio che orienta verso un decesso per strangolamento. La venticinquenne, che viveva a Brescia, è stata uccisa in Pakistan lo scorso aprile dopo aver rifiutato, secondo i suoi amici, un matrimonio combinato deciso per lei dalla famiglia. Il padre della ragazza, Ghulam Mustafa, il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal sono in arresto già da alcune settimane.


La giovane era stata seppellita in tutta fretta il 18 aprile dalla famiglia, che sosteneva fosse morta in un incidente. Secondo la polizia, invece, il padre voleva imporle le nozze con un parente contro il suo volere. Da qui la decisione di ucciderla il giorno prima che tornasse in Italia, con l’aiuto del figlio Adnan Mustafa e del fratello Mazhar Iqbal.

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