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Federico Peirone

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LIBANO – ( 19 Ottobre )

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AUTOBOMBA
Beirut: tra gli 8 morti anche il capo dei Servizi
 
 

 
 
Il generale Wissam al Hasan, capo del servizio informazione della polizia libanese è stato ucciso con almeno altre sette persone dall’esplosione di un’autobomba avvenuta nei pressi di piazza Sassine, nella parte orientale di Beirut, una zona ad alta densità di negozi e ristoranti. L’attentato si è verificato all’ora di punta e ha provocato anche 80 feriti. Impressionante la scena dell’attentato: l’ordigno ha scavato un cratere e ha distrutto le facciate dei palazzi.

L’esplosione è avvenuta intorno alle 15 (le 14 italiane) in via Ibrahim Mounzer, nel quartiere centrale a maggioranza cristiana. Ad accreditare l’ipotesi che l’esplosione sia stata causata da un’autobomba la presenza di pezzi di automobile ovunque, anche a 20 metri d’altezza in un cantiere edile.

Nella stradina stretta vi sono diverse auto distrutte, un tappeto di frammenti di vetri e diversi edifici circostanti sono seriamente danneggiati. Sul posto sono subito arrivati diverse ambulanze e decine di militari e agenti di polizia, che hanno isolato la zona.  L’esplosione è avvenuta a qualche centinaio di metri da una sede della Falange cristiana, in prossimità della quale il 14 settembre 1982 fu ucciso l’allora presidente libanese e fondatore della Falange, Bashir Gemayel.

L’attentato a Beirut «merita la più ferma condanna, per l’assurda violenza omicida che manifesta e perché è contrario agli sforzi e all’impegno per conservare una convivenza pacifica nel Libano». Lo dichiara il portavoce vaticano Federico Lombardi, auspicando che «non sia occasione del diffondersi ulteriore della violenza».

“È un vile gesto di violenza che merita la più ferma condanna”. È quanto afferma il titolare della Farnesina, Giulio Terzi, commentando la strage ed esprimendo “profondo cordoglio” per le vittime. “Si tratta – prosegue Terzi – di un efferato ed inaccettabile atto di terrorismo, volto a minare la coesione nazionale in Libano, i cui responsabili dovranno essere fermamente perseguiti”.
“L’Italia – conclude il capo della diplomazia italiana  – manifesta piena solidarietà al Governo libanese,  e continuerà nel suo convinto impegno a tutela sia dell’indipendenza, dell’unità e della democrazia del Paese, che della sua stabilità e sicurezza”.