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Federico Peirone

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MALAYSIA – (24 Ottobre)

Malaysia: gruppi radicali musulmani manifestano contro i cristiani
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Una manifestazione inutile, con motivazioni puramente politiche che servirà solo a minare l’unità del Paese. Così i leader cristiani malesi hanno commentato l’”Himpunan Sejuta Umat”, il mega-raduno di un milione di fedeli musulmani organizzato sabato a Kuala Lumpur da gruppi islamisti contro il presunto proselitismo dei cristiani nel Paese. La manifestazione ha voluto essere una protesta contro la decisione del Sultano dello Stato malese di Selangor di non procedere contro una chiesa metodista accusata lo scorso agosto di avere accolto fedeli musulmani con l’intenzione di convertirli. “La manifestazione è stata pretestuosa, perché con la decisione del Sultano e del governo del Selangor il caso è ormai chiuso”, ha dichiarato il reverendo Eu Hong Seng, presidente del National Evangelical Christian Fellowship. Secondo il pastore evangelico, si è trattato di una “manovra politica in cui tutti i partiti al governo e dell’opposizione cercano di dimostrare chi è più musulmano”. Il leader cristiano ha quindi avvertito che queste manovre rischiano “di accrescere le incomprensioni e le tensioni”, ribadendo che i cristiani, da parte loro, “restano impegnati per la pace e l’armonia”. Anche per padre Clarence Devadass, membro del comitato direttivo della Federazione cristiana della Malaysia, lo spirito che ha animato l’iniziativa è stato puramente settario. All’agenzia Ucan il sacerdote ha definito come totalmente prive di fondamento le accuse rivolte ai cristiani di volere sfidare la sovranità della maggioranza islamica. “Questi gruppi – ha detto – stanno cercando solo di dividere i malesi e usano la religione per incitare l’odio tra persone di diverse fedi”. I cristiani in Malaysia sono il 9% della popolazione, per i due terzi musulmana sunnita (religione ufficiale del Paese), mentre il 19% pratica il buddismo; e il 6% induismo. La presenza di correnti integraliste di pensiero e di giurisprudenza islamica sta riducendo progressivamente gli spazi alle minoranze per praticare e professare pubblicamente la loro fede. Ne è un esempio emblematico l’annosa battaglia legale sull’uso del termine “Allah” per i non musulmani. (A cura di Lisa Zengarini)


Il testo completo si trova su:


http://www.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=531610