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Federico Peirone

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NIGERIA – (13 Gennaio)

Per l'Onu i fondamentalisti Boko Haram in Nigeria sono imputabili di crimini contro l'umanità
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Per l’Onu i fondamentalisti Boko Haram in Nigeria sono imputabili di crimini contro l’umanità

I miliziani della setta islamica Boko Haram sono imputabili di crimini contro l’umanità. Così Navi Pillay l’alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Il gruppo fondamentalista minaccia i cristiani del nord ed ha ucciso oltre 80 persone da Natale. Il Pese è anche stritolato dalle proteste contro il caro carburante, minacciato per il fine settimana lo stop dei sindacati alla produzione del greggio. Silvia Koch ha chiesto alla prof.ssa Adriana Piga, docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Roma La Sapienza, qual è la base sociale del gruppo dei Boko Haram, autore di molteplici attacchi anche a danno delle stesse comunità musulmane locali: RealAudioMP3 

R. – Si tratta di un movimento di guerriglia urbana, collegata a gruppi terroristici come l’Acmi – gruppi della Somalia, e il fronte islamico ciadiano, del tutto xenofobo e di tipo iconoclasta – composto per lo più di giovani e giovanissimi, illetterati e soprattutto disoccupati. Ovviamente, essendo un movimento fondamentalista, inneggia alla possibilità di uno Stato islamico in tutta la Nigeria e si scaglia contro la legittimità del governo federale e contro tutto ciò che è occidentale, però con notevoli margini di ambiguità. Ad esempio, utilizza tantissimi strumenti della modernità, come i cellulari, come i trasporti moderni… I Boko Haram senz’altro rappresentano una forma di populismo giovanile: si oppongono alle confraternite sufi, ancora molto importanti nella Nigeria centrosettentrionale, e allo stesso tempo ai simboli della cristianità. Infatti, il cristianesimo sta espandendosi in tutto il centro-nord della Nigeria. Vi è una pletora di Chiese cristiane evangeliche, che tra l’altro conoscono una grande competitività nel loro stesso seno, e una continua scissione. Quindi, c’è una situazione assolutamente esplosiva, collegata peraltro ad una diffusissima serie di strategie di comunicazione religiosa: praticamente, uno scontro mediatico fortissimo. Ci sono anche altre spiegazioni che risiedono in una serie innumerevole di conflitti fondiari e che presentano i Boko Haram come frutto di dinamiche politiche locali.

D. – Possiamo dire qualcosa da un punto di vista degli appoggi della comunità internazionale al governo nigeriano?

R. – Goodluck è stato spinto molto dal Fondo monetario internazionale ad annullare le sovvenzioni al carburante. Il prezzo della benzina è bruscamente raddoppiato. Ha scatenato manifestazioni imponenti, proprio perché i nigeriani vivono al 90 per cento con due dollari al giorno, nonché un profondo malessere popolare. Si è creato un movimento che si chiama “Occupy Nigeria”, che contesta soprattutto la corruzione a livello governativo. Ed è vero che con i tagli alle sovvenzioni, il governo nigeriano avrebbe risparmiato addirittura otto miliardi di dollari, ma è anche vero che è assolutamente insostenibile ciò che è stato fatto, visto il livello di povertà sia rurale che urbana. È diffusa anche una certa paura delle stesse popolazioni – sia cristiane sia musulmane – nei confronti della polizia nazionale, perché la risposta di Jonathan Goodluck è stata una risposta di stampo militare.

D. – Gli esponenti della comunità islamica hanno condannato da subito le violenze sui cristiani. Ci può dire qualcosa sui rapporti tra la comunità islamica e le Chiese cristiane?

R. – I rapporti sono storicamente tesi, però nell’islam ortodosso la violenza è sempre stata condannata. La situazione è drammatica perché ormai i cristiani, in effetti, hanno iniziato l’esodo verso le regioni meridionali. Questo ultimatum, lanciato qualche giorno fa dal Boko Haram, chiedeva ai musulmani che abitano nel Sud di ritornare al nord e ai cristiani che vivono nelle città del centro-nord, di ritornare verso le regioni meridionali. Quindi, è come se si ipotizzasse nuovamente una spaccatura della Nigeria, in un immenso nord rurale e musulmano, ed un sud molto più industrializzato, e molto più istruito, come era ai tempi dell’indipendenza e subito dopo. Questo è assolutamente antistorico e assolutamente improponibile. (bi)


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