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Federico Peirone

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PAKISTAN – (21 Ottobre)

Cattolici pakistani: partire dalla scuola, per costruire una nuova società di Jibran Khan
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La Chiesa celebra la “Settimana dell’istruzione” e la “Settimana della gioia nel donare”. Vescovo di Islamabad: l’istruzione è un diritto universale e lo strumento per la formazione dell’individuo. Sacerdote accusa il sistema scolastico attuale di “nepotismo” e chiede piani di studio anche per i poveri.

Islamabad (AsiaNews) – Dal 31 ottobre al 6 novembre la Chiesa cattolica pakistana celebrerà la “Settimana dell’Istruzione”, per sottolineare l’importanza dello sviluppo sociale, economico e umano della minoranza cristiana attraverso la scuola, di ogni ordine e grado. In concomitanza con i giorni dedicati all’istruzione, i cattolici festeggiano anche la “Settimana della gioia nel donare”, istituita dalle organizzazioni pro-diritti umani Masihi Foundation e Life for All. Gli attivisti e i promotori ricordano che offrire parte del proprio benessere ai meno fortunati è parte dello spirito di carità cristiano, oltre che la via per rafforzare solidarietà e rispetto fra i cittadini.

AsiaNews da tempo sottolinea l’importanza dell’educazione quale fattore di riscatto e di crescita per il Pakistan, tanto da dedicare alla scuola e all’istruzione un dossier approfondito (cfr, L’educazione può fermare i talebani in Pakistan  http://www.asianews.it/index.php?l=it&dos=145&size=A ). In una nota ufficiale, la diocesi di Islamabad/Rawalpindi conferma che “l’istruzione è molto importante per l’affermazione individuale nella vita”, oltre che “il fondamento della società” moderna in un’ottica di benessere economico, stabilità politica e prosperità sociale. Per questo il governo, prosegue, deve prestare “molta attenzione” all’istruzione e garantire sostegno economico e morale “per tutta la nazione”.

A 25 milioni di bambini in Pakistan – su un totale di circa 180 milioni di abitanti – è negato il diritto allo studio; il 30% della popolazione vive in condizioni di “estrema” povertà educativa. Nelle aree rurali solo una ragazza su tre frequenta una scuola e due persone su tre, di età compresa fra 6 e 16 anni, è analfabeta. Circa il 30% dei bambini studia negli istituti privati, il 6% nelle madrassa – le scuole coraniche, dove la maggior parte del tempo è dedicata all’apprendimento del libro sacro dei musulmani – ma il dato potrebbe essere di molto superiore, soprattutto nelle zone remote.

Il vescovo della diocesi della capitale pakistana sottolinea che l’educazione scolastica “è uno dei fattori più importanti” nella formazione di una persona ed è “diritto di tutti” riceverla. “Solo grazie all’istruzione – aggiunge mons. Rufin Anthony – un uomo è capace di assimilare informazioni dall’ambiente circostante”, può capire il passato e raccogliere tutte le notizie più importanti per capire e analizzare il presente. Il prelato ringrazia anche gli attivisti di Masihi Foundation e Life for Allper l’istituzione della settimana dedicata alle donazioni e al volontariato, perché “eventi come questi vanno incoraggiati”. Al termine della settimana, conclude il vescovo, si terrà “un incontro speciale di preghiera” nella locale chiesa cattolica.

P. Anwar Patras, sacerdote della diocesi di Rawalpindi, punta il dito contro il sistema scolastico pakistano, in cui vige il criterio del “nepotismo” nella nomina in ruolo dei docenti. Egli accusa ministri e rappresentanti istituzionali di privilegiare parenti e amici, a discapito della qualità dell’insegnamento e del rispetto dell’istituzione scolastica, elemento cardine della società. A questo si aggiunge la necessità di elaborare diversi programmi e curriculum di studi, per venire incontro alle esigenze dei più poveri che non possono permettersi un’istruzione di eccellenza. “La settimana dell’istruzione – conclude p. Anwar – viene celebrata proprio per sottolineare l’importanza dello studio” nella vita di ciascuno.

Il testo completo si trova su:

 

http://www.asianews.it/notizie-it/Cattolici-pakistani:-partire-dalla-scuola,-per-costruire-una-nuova-società-22971.html