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Federico Peirone

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SIRIA – (19 Settembre)

SIRIA: MONACI DEIR MAR MUSA, UNA SETTIMANA DI DIGIUNO PER LA RICONCILIAZIONE
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Una settimana di digiuno per la riconciliazione in Siria: i monaci della comunità di Deir Mar Musa (fondata dal gesuita Paolo Dall’Oglio) lanciano un appello per una settimana di digiuno e preghiera, dal 23 al 30 settembre, per la riconciliazione in Siria. Da alcuni mesi il Paese è attraversato da dimostrazioni, violentemente represse dal regime, che chiedono un’ apertura al pluralismo. “La comunità di Deir Mar Musa al Habasci, nella montagna di Nebek – si legge nell’appello dei monaci -, intende trascorrere otto giorni di digiuno, preghiera e sakina, per supplicare Dio l’Eccelso, Padre di misericordia, per ottenere la riconciliazione tra i cittadini sulla base di una comune scelta per la non-violenza come unico metodo in grado di garantire una riforma duratura, senza scivolare nella guerra civile e il circolo vizioso della vendetta”. “Chiediamo per la Siria – continuano i monaci – il miracolo della riconciliazione. Lo attendiamo da Dio, nella conversione gli uni verso gli altri dei cuori delle figlie e figli di questa terra. Il nostro Paese è ferito, e le anime sono piene di sentimenti di subita ingiustizia e di paura della persona altrui. Ognuno vede l’altro come un pericolo per la comunità, come un nemico della patria; gli è difficile riconoscerlo come un essere umano a lui simile, che ha gli stessi diritti e dignità, anche se li ha egli stesso snaturati”. (segue)

09:20 – SIRIA: MONACI DEIR MAR MUSA, UNA SETTIMANA DI DIGIUNO PER LA RICONCILIAZIONE (2)

“La riconciliazione ha, a nostro avviso – chiariscono i monaci -, diverse porte, anche se sono anch’esse oggetto di dialogo e di negoziato. Ci auguriamo che si apra la porta della libertà di espressione e di stampa, che cresca l’etica degli operatori del settore dei media, all’esterno e all’interno del paese”. Infatti, “non è possibile sfuggire alla menzogna che attraverso la pluralità delle fonti d’informazione. Oggi, è effettivamente impossibile per qualsiasi paese, l’isolarsi dalla società globale. Dobbiamo quindi cercare un minimo di obiettività, attraverso la pluralità mediatica mondiale, pur essendo coscienti dei suoi limiti e reagendo contro di essi”. I monaci suggeriscono anche al Governo siriano di invitare il Comitato internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa assieme ad altre organizzazioni umanitarie internazionali non di parte “perché cooperino con le organizzazioni non governative siriane, al fine di raggiungere tre obiettivi: garantire il carattere pacifico delle manifestazioni; accompagnare i giornalisti per coprire gli avvenimenti; fornire la mediazione tra le parti in conflitto per comunicare e raggiungere la riconciliazione e la pace”.

Il testo completo si trova su:

 
http://www.agensir.it/pls/sir/v3_S2DOC_A.a_autentication?tema=Quotidiano&oggetto=224598&rifi=guest&rifp=guest&target=3