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Federico Peirone

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29 Novembre 2016

SIRIA – (29 Novembre 2016)

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Aleppo assediata. P. Ibrahim: chiedo a tutti di pregare per la pace

 - AFP

– AFP

Sempre più grave la crisi in Siria e in particolare ad Aleppo, con la città assediata dall’esercito governativo che ha conquistato due quartieri della zona Est. Intervistato da Francesco Gnagni, il parroco della parrocchia latina di Aleppo, padre Ibrahim Alsabagh parla della situazione drammatica che sta vivendo la sua gente: 

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R. – Sentiamo l’esercito regolare, che avanza insieme con i caccia e gli aerei russi e con le forze iraniane per liberare la parte Est della città. Si vede che c’è un’avanzata organizzata proprio bene. Ci sono tantissimi bombardamenti da tutte le parti. Durante il giorno, se non anche di notte, in questa parte occidentale, subiamo tanti lanci di missili sulle abitazioni e sulle case, e questo terrorizza di più la gente.

D. – Le organizzazioni internazionali parlano del numero dei bambini in una situazione di assedio che negli ultimi dodici mesi è raddoppiato, ed è salito quindi a 50 mila…

R. – Noi qui abbiamo assistito a tanti funerali di bambini. Abbiamo assistito a veri massacri, con missili che sono caduti nelle aule scolastiche in pieno giorno, aule affollate di bambini… Poi, abbiamo visto con i nostri occhi che cosa vuol dire anche per un giovane perdere tutte e due le gambe, o ritrovarsi con il corpo pieno di pallottole o di particelle delle bombe esplose. Purtroppo, chi subisce, come in qualsiasi guerra, è sempre il più debole: ossia i bambini, che soffrono tanto, anche a causa della malnutrizione, e che vivono nel terrore, con problemi psicologici. Ma soffrono anche le donne, e specialmente le giovani donne. 

D. – Quali sono principalmente le loro richieste o i loro desideri?

R. – Sicuramente le richieste e i desideri sono gli stessi: avere un po’ di pace, poter vivere senza ogni volta dover avere paura quando il proprio marito esce di casa. E sicuramente la speranza, la richiesta, è quella di avere un po’ di pace, per poter vivere con dignità.

D. – Si dice che il destino di Aleppo sia ormai quasi segnato: cioè che l’eventuale caduta della città rappresenterebbe una svolta a favore del regime di Assad, la cui azione tuttavia, come sta anche lei descrivendo, sta letteralmente demolendo un’intera città…

R. – Sicuramente, il rischio è sempre quello di parlare, e di concentrarci mentre lo facciamo, sulla parte Est della città o su quella Ovest. C’è una lettura che vede in quell’avanzata dell’esercito una liberazione dal terrorismo che la gente subisce nella parte occidentale; mentre quelli che si trovano nella parte Est vedono, in questa stessa avanzata dell’esercito, proprio l’apocalisse, la morte e la distruzione totale. Noi ci concentriamo di più sulla sofferenza dell’uomo, sull’uomo che viene privato della sua dignità umana. La Chiesa, dal primo momento del conflitto, aveva chiaramente detto che c’era tanto da cambiare e che bisognava farlo: “siamo tutti a favore del cambiamento, però un cambiamento che si fa con il dialogo, non con le armi”.

D. – Tutte le parti continuano a voler risolvere questo conflitto attraverso la soluzione militare, mentre alla guerra e alla violenza i cristiani di Aleppo rispondono con preghiere e digiuno. In modo particolare, in corrispondenza dell’inizio dell’Avvento…

R. – Infatti, ultimamente è un momento di grande disperazione. Abbiamo deciso – tutte le comunità cristiane insieme – mettendo davanti a noi i nostri bambini, di fare una preghiera insistente e continua per la pace. E quindi io approfitto anche di questa occasione per invitare tutte le parrocchie, tutti gli oratori, tutti i centri dei bambini, ma anche tutte le congregazioni e le case religiose, ad associarsi a noi in questa iniziativa di preghiera per la pace. Affinché ogni prima domenica del mese, preferibilmente in una Messa del Catechismo, una Messa per i bambini e da loro frequentata, sia dedicata in modo speciale alla pace per Aleppo, per la Siria, ma anche per tutto il mondo. 


Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/11/29/siria,_aleppo_assediata_padre_ibrahim_pregate_per_la_pace/1275652