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Federico Peirone

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SUD SUDAN – ( 23 Gennaio )

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Sud Sudan: 600 mila civili in fuga dal conflitto tra esercito e ribelli



Sud Sudan tra i Paesi in emergenza umanitaria a causa del sanguinoso conflitto che oppone da metà dicembre le truppe del presidente Salva Kiir di etnia Dinka e i miliziani fedeli all’ex vicepresidente Riek Machar, rimosso nel luglio scorso, di etnia Nuer. E un appello a favore della popolazione stretta tra i due fronti, perseguitata e stremata, giunge dall’Unicef. Roberta Gisotti ha intervistato Andrea Iacomini, portavoce in Italia del Fondo Onu per l’infanzia:RealAudioMP3

Stallo nei colloqui di pace per il Sud Sudan, in corso ad Addis Abeba in Etiopia, mediati dall’Igad, l’autorità intergovernativa che raggruppa sette Paesi dell’Africa dell’Est. E mentre corrono notizie di stragi e atrocità sul campo, l’Onu punta il dito su entrambe le parti in conflitto. Andrea Iacomini, quali ultime notizie abbiamo?

R. – In Sud Sudan la situazione è davvero difficile! Ci sono quasi mezzo milione di sfollati e questo numero è cresciuto rapidamente all’interno del Paese, mentre 86 mila sono fuggiti nei Paesi vicini. 70 mila di questi sfollati hanno trovato rifugio presso i centri di protezione della missione delle Nazioni Unite e in questi centri il dato che emerge è che l’80 per cento sono donne e bambini. Dunque una situazione complessa. L’Unicef ha più volte ricordato alle parti coinvolte nel conflitto gli impegni e gli obblighi proprio derivanti dal diritto internazionale e nazionale e il rispetto delle leggi che, tra le altre cose, vietano anche la partecipazione dei bambini nei conflitti armati.

D. – Gli aiuti stanno arrivando? C’è bisogno di raccoglierne altri?

R. – La situazione è questa: il 21 gennaio è atterrato all’aeroporto di Giuba il primo di due aerei che trasportava medicinali per il trattamento della malattia, della polmonite, della diarrea, ma anche alimenti terapeutici come vitamine, antibiotici e anche antidolorifici per i bambini. Naturalmente si tratta di aiuti che comprendono dei kit chirurgici, attrezzature per facilitare la distribuzione dell’acqua, che è fondamentale in questa situazione, servizi igienici, ma anche tende e teloni di plastica. Il secondo aereo è arrivato questa mattina con scorte mediche ed acqua. Sono aiuti essenziali perché salvano la vita di migliaia di bambini e donne che, di fatto, in queste condizioni, in Sud Sudan, hanno un disperato bisogno di aiuto. Abbiamo evidenze di bambini che muoiono per malnutrizione e per malattie, in particolare il morbillo e la malaria sono molto diffuse: malattie che peraltro potrebbero essere prevenute in condizioni di pace. Quindi il nostro appello – quello più urgente! – è di nuovo rivolto – lo ripeto – a tutte le parti coinvolte nel conflitto, affinché assicurino almeno che questi aiuti umanitari vengano trasportati e vengano distribuiti in condizioni di sicurezza a tutti i bambini vittime di questo conflitto. Ricordiamo che ogni giorno che perdiamo, lo perdiamo nei confronti dei bambini del Sud Sudan: e questo è inaccettabile!

Testo proveniente dalla pagina

 
http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/23/sud_sudan:_600_mila_civili_in_fuga_dal_conflitto_tra_esercito_e/it1-766531

del sito Radio Vaticana