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Federico Peirone

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1 Febbraio 2017

AFRICA/MAROCCO – (1 Febbraio 2017)

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Unione Africana: il rientro del Marocco dopo 33 anni

Il re del Marocco, Mohammed VI, durante il suo intervento al summit dell'Unione Africana ad Addis Abeba - AFP

Il re del Marocco, Mohammed VI, durante il suo intervento al summit dell’Unione Africana ad Addis Abeba – AFP

Una data storica per il continente africano e per il Marocco riammesso ieri dopo 33 anni nell’Unione Africana, cui aderiscono tutti gli Stati dell’Africa e che nel 2002 ha sostituito l’Organizzazione dell’Unità Africana (Oua), nata nel 1963. Il rientro era stato richiesto dal governo di Rabat, che nel 1984 aveva abbandonato l’Organizzazione, dopo il riconoscimento da parte del’Oua della Repubblica democratica araba del Sahrawi, nella regione del Sahara occidentale, ritenuta dal Marocco parte del suo territorio. Roberta Gisotti ha intervistato Luciano Ardesi, esperto del Nord Africa:

D. – Com’è maturato questo rientro, che è stato salutato dal re del Marocco come “un giorno meraviglioso”?

R. – Diciamo che questa è stata un’iniziativa soprattutto di quest’ultimo re, Mohammed VI, il quale si è reso conto che il fatto che il Marocco fosse fuori dall’Unione Africana aveva in qualche modo emarginato il Paese sulla scena politica; mentre il re, da quando è salito al trono, ha sviluppato un’intensa politica africana, dapprima con accordi commerciali e poi con scambi bilaterali di tipo diplomatico e politico. Quindi l’ingresso nell’Unione Africana ha l’obiettivo – secondo Rabat – di contrastare l’appoggio politico e istituzionale che l’Africa sta dando alla Repubblica del Sahara Occidentale.

D . – Quindi il Marocco non rinuncia a rivendicare questa regione?

R. – Assolutamente no! L’intenzione della monarchia è quella di far sì che del problema del Sahara Occidentale se ne occupi esclusivamente l’Onu, che in questo momento sta gestendo una missione di Caschi Blu e che dovrebbero organizzare un referendum di autodeterminazione, che però il Marocco si rifiuta di far celebrare. In seno all’Onu, la maggioranza degli Stati non sono favorevoli al Sahara Occidentale e nel Consiglio di Sicurezza la monarchia ha da sempre l’assicurazione da parte della Francia che userà il diritto del veto nel caso in cui ci fossero provvedimenti che il Marocco stesso e la Francia non approvassero: come quello, per esempio, richiesto da molti anni e non solo dai Sahrawi, ma anche da tanti altri Paesi, che i Caschi Blu presenti sul territorio del Sahara Occidentale difendano anche la popolazione e proteggano i diritti fondamentali. Attualmente nel Sahara Occidentale esiste l’unica missione di pace delle Nazioni Unite provvista di questo mandato: quello cioè della protezione della popolazione civile.

D. – Il rientro del Marocco è stato votato dai capi di Stato e di governo dell’Unione Africana riuniti nel 28.mo Summit, nella sede di Addis Abeba, in Etiopia: 39 sono stati i sì e 15 i no. Quali obiezioni dai Paesi contrari?

R. – In realtà non c’è stata una votazione, ma c’è stata una riunione che è terminata per consenso. La cifra dei 39 Stati rappresenterebbe la contabilità degli Stati che sarebbero stati favorevoli alla missione del Marocco; mentre un altro gruppo di Paesi, guidati dall’Algeria e dal Sudafrica, erano sì favorevoli all’ingresso del Marocco, ma a condizione che – ad esempio – il Marocco potesse dichiarare esplicitamente di rinunciare alle rivendicazioni sul Sahara Occidentale.

D. – Come viene visto dagli osservatori questo rientro? Porterà, poi, una pacificazione o acuirà le tensioni?

R. – C’è una certa preoccupazione all’interno dell’Unità Africana, perché è prevedibile che nei prossimi mesi inizierà una sorta di guerriglia diplomatica e politica. E sicuramente il governo del Marocco cercherà di dissuadere qualsiasi presa di posizione da parte dell’Unione Africana a favore del Sahara Occidentale o impedire che il Marocco venga condannato per le violazioni dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale, come già accaduto numerose volte in questi ultimi anni. D’altro canto i Sahrawi ritengono che l’ingresso del Marocco nell’Unione Africana sia positivo perché implicitamente, aderendo alla Carta dell’Unione Africana, il Marocco riconosce le frontiere che gli Stati hanno al momento dell’indipendenza. E siccome i Sahrawi ritengono di aver già proclamato l’indipendenza del Sahara Occidentale, dicono: “Entrando nell’Unione Africana, il Marocco ha riconosciuto la nostra esistenza e i nostri diritti”. Credo che siamo solo all’inizio di una lunga battaglia politica e diplomatica. 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/01/unione_africana_il_rientro_del_marocco_dopo_33_anni/1289680