I.Sol. sabato 6 gennaio 2018
L’introduzione dell’Iva e la riduzione dei privilegi della famiglia reale scatena le proteste in Arabia Saudita. Il re aumenta i sussidi statali per compensare l’aumento del costo della vita
Arrestati 11 principi sauditi. Avevano protestato contro le nuove tasse
Le autorità saudite hanno arrestato 11 principi che si erano radunati in un palazzo reale a Riad per una inusuale protesta contro le misure di austerità imposte dal governo anche ai membri della famiglia reale, tra cui la sospensione del pagamento delle bollette.
Lo riferisce l’agenzia Reuters riportando quanto riferito dal sito web Sabq.org. “I principi sono arrivati al Qasr a-Hokm, storico palazzo reale a Riad, chiedendo l’annullamento del decreto che ha imposto l’interruzione del pagamento delle bollette di elettricità e di acqua per i membri della famiglia reale, che prima era sostenuto dallo Stato”. “Gli è stato chiesto chiesto di andarsene perché le loro richieste erano illegittime, ma non hanno rispettato l’ordine, sono stati arrestati dalle guardie di palazzo e richiusi nella prigione di al-Hayer”, ha riferito una fonte anonima. I principi chiedevano anche un risarcimento per la condanna a morte di un loro parente. Stando al sito web Sabq.org, citato anche da Aljazeera, non è chiaro chi siano i principi arrestati ma il leader del gruppo è stato identificato con le iniziali S.A.S.

L’Arabia Saudita, il principale esportatore mondiale di petrolio, aveva recentemente varato delle riforme in campo economico che prevedono tagli alle sovvenzioni statali, introduzione dell’Iva e riduzione dei vantaggi ai membri della famiglia reale, per cercare di far fronte al deficit di bilancio causato dal calo dei prezzi del greggio.

Sabato 6 gennaio Re Salman ha introdotto degli aumenti sugli stipendi dei dipendenti statali per allegerrire il costo della vita e per placare gli animi dei sauditi dopo l’ondata di proteste divampata nel Regno per la “rivoluzionaria” introduzione dell’Iva al 5 per cento che ha fatto aumentare il prezzo della benzina e di altri beni di prima necessità. Inclusi cibo, vestiti, elettronica e telefonia. Ma anche le bollette di acqua ed elettricità.

Con il nuovo provvedimento di “compensazione” appena varato – stando a quanto riportato dalla Bbc – gli impiegati statali si ritroveranno in busta paga 1,000 riyal (circa 190 euro) in più al mese. I militari impegnati nella guerra in Yemen riceveranno un compenso una tantum di 5000 riyal (circa 1,100 euro) ed aiuti ad hoc spetteranno invece ai pensionati.
La misura – adottata per la prima volta nel Golfo anche dagli Emirati Arabi Uniti – punta ad incrementare le entrare e rilanciare l’economia interna considerato che il deficit di bilancio, nell’ultimo biennio, ha superato il 15 per cento del Pil. Fino a pochi anni fa le tasse non esistevano nelle monarchie petrolifere e i cittadini godevano di case, luce, acqua e greggio gratis o a prezzi irrisori grazie ai sussidi statali. Escluse, per il momento, sono le imposte sul reddito, a oggi inesistenti.

Il cambio di rotta del sovrano saudita Re Salman avrà un costo sulle casse dello Stato di 23 miliardi di riyal, circa sei miliardi di dollari. Dal 2019 o dal 2020 anche Kuwait, Bahrein, Qatar e Oman pensano di introdurre l’Iva.

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