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Federico Peirone

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ASIA/PAKISTAN – (5 Ottobre)

Il Vescovo di Islamabad: la blasfemia è un “difetto costituzionale”, Asia Bibi sia salvata
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Islamabad (Agenzia Fides) – Mentre proseguono le proteste e le manovre dei gruppi islamici radicali in favore di Mumtaz Qadri – l’assassino del governare del Punjab, reo di aver difeso Asia Bibi e messo in discussione la legge sulla blasfemia – Vescovi e leader religiosi islamici sostengono legalità, stato di diritto, laicità dello stato, rispetto della giustizia, in un delicato momento politico per il paese, segnato da crisi di governo e instabilità sociale. E si uniscono alla “Masihi Foundation” in un accorato appello per salvare la vita di Asia Bibi, donna cristiana condannata a morte per blasfemia (vedi Fides 4/10/2011).
Sua Ecc. Mons. Rufin Anthony, Vescovo di Islamabad-Rawalpindi, dice a Fides che bisogna “tenere la barra a dritta”: “Come il caso di Mumtaz Qadri mostra chiaramente, stato e religione dovrebbero essere separati. Chi difende Qadri si appiglia ai difetti esistenti nella Costituzione pakistana, che si basa su una religione specifica e ammette la legge sulla blasfemia. Credo che una condanna a morte non sia qualcosa da celebrare. Ma in tale frangente, appoggiando la Masihi Foundation, vorrei ricordare il caso di Asia Bibi, la donna cristiana condannata ingiustamente per blasfemia. E’ importante che nel paese prevalga lo stato di diritto, per costruire una società tollerante”.
Concorda Mons. Ijaz Inayat, Vescovo di Karachi, della denominazione protestante “Chiesa del Pakistan”. In un colloquio con Fides, il Presule nota che “tali urgenti tematiche debbono essere affrontate nella ‘Conferenza di tutti i partiti’, appena convocata dal governo”. “Siamo rattristati – ha proseguito – dal fatto che i gruppi estremisti abbiano lodato un omicidio compiuto per motivi religiosi. Gli estremisti stanno distruggendo i valori umani e guidando la società verso la follia. Il figlio di Salman Taseer, rapito a Lahore, sarà utilizzato come pedina di scambio per ottenere il rilascio di Qadri. Condanniamo l’ideologia estremista, inserita nell’ordinamento dello stato dal dittatore Zia Ul Haq. Anche secondo la fede islamica, Mumtaz Qadri aveva un “Ameen” (una responsabilità), essendo la guardia del corpo del governatore, ma ha rotto la fiducia con l’inganno. Dov’è questo permesso nell’Islam?”.
Maulana Mehfooz Ali Khan, leader musulmano di Islamabad, che ha aderito all’appello della “Masihi Foundation”, rimarca “la sacralità della vita umana”, il che vale per Salman Tasser, per Mumtaz Qadri, per Asia Bibi. Ricordando che “uccidere è condannato in ogni religione”, il leader islamico afferma: “Sono felice di constatare che nella società pakistana ci siano voci sane che difendono tali valori”. Fra i firmatari dell’appello, lo studioso musulmano Hussain Ahmed Malik, di Islamabad, condivide “la diffusione di un messaggio molto positivo, basato sul rispetto dei valori umani, dei diritti, della giustizia”.
Fra i leader delle associazioni aderenti all’appello, Alex Baxter di “Breaking Bonds” Ong di ispirazione cristiana, intende “alzare la voce contro l’ingiustizia e lavorare per una società tollerante, per la diffusione della pace e dell’uguaglianza, che il Creatore ci ha insegnato”. Rizwan Paul, presidente dell’Ong “Life for All”, ribadisce “l’impegno nella promozione della vita e dell’armonia sociale nel paese”. (PA) (Agenzia Fides 5/10/2011)

Il testo completo si trova su:

 
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37394