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Federico Peirone

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ASIA/PAKISTAN – (9 Novembre)

"Alla radice dell’estremismo religioso c’è il sistema di istruzione", spiega un Domenicano
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Lahore (Agenzia Fides) – “L’insegnamento dell’ intolleranza religiosa nelle scuole è alla radice della crescita dell’estremismo religioso violento in Pakistan, della debole libertà religiosa e dell’instabilità nazionale”: è quanto afferma in un colloquio con l’Agenzia Fides il Domencano p. James Channan, OP, Direttore del “Dominican Peace Center” di Lahore, invocando una “urgente riforma del sistema di istruzione”. P. Channan, da decenni impegnato nel campo dell’istruzione e del dialogo interreligioso, definisce “del tutto corretti” i rilievi contenuti nel Rapporto pubblicato oggi negli Usa dalla Commissione sulla Libertà religiosa internazionale dal titolo “Connecting the dots: education and religious discrimination in Pakistan” (vedi altro articolo di Fides). Il Domenicano ricorda che “l’islamizzazione dei libri di testo in Pakistan è iniziata con il dittatore Zia-ul-Haq e che i governi successivi, incluso quello attuale del Pakistan People’s Party, non hanno mai avuto la forza per riformare il sistema educativo, a causa delle pressioni e dei condizionamenti imposti dai gruppi estremisti islamici e dai partiti religiosi”. “Il governo è debole: non ha la capacità e non ha intenzione di sfidarli. Ci saremmo aspettati delle riforme, ma questo non è avvenuto, perché negli ultimi anni il paese si è progressivamente talebanizzato, con un danno per le minoranze e per la stessa democrazia”. “Nei libri di testo in uso nelle scuole pubbliche – spiega p. Channan – si promuove apertamente l’intolleranza, si dice che l’islam è una religione superiore e si parla negativamente delle altre fedi. Siamo molto preoccupati per questo approccio: queste idee, propagate dalle scuole primarie fino alle università nei cosiddetti ‘studi islamici’ ma anche nelle scienze sociali, disorientano e manipolano le menti dei giovani”. “I Vescovi – prosegue – e molte istituzioni che operano nel campo dell’istruzione hanno segnalato pubblicamente questi problemi e inviato raccomandazioni ai competenti organi federali come il Ministero per l’istruzione. I rilievi sono stati accettati ma poi, quando si è trattato di mettere in atto revisioni e modifiche, il progetto è stato messo da parte. Questo è accaduto per la forte influenza di gruppi fondamentalisti”. Per quanto riguarda i cristiani, conclude il sacerdote, “abbiamo delle scuole e collegi, ma non università cristiane, che sarebbero necessarie. Molti uomini politici musulmani hanno ricevuto l’istruzione nelle scuole cristiane: l’attuale Premier Raza Gilani ha studiato nelle scuole domenicane e lasalliane a Multan. Certo, dovrebbero fare di più per le minoranze: non solo parole ma azioni concrete, come la riforma del sistema educativo nazionale”. (PA) (Agenzia Fides 9/11/2011)

Il testo completo si trova su:

 
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37675