Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram

PAKISTAN – ( 20 Aprile )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail
Pakistan: ordinazione del primo sacerdote del Beluchistan

Nella cappella della San Joseph Convent School del vicariato apostolico di Quetta, avamposto cristiano nella provincia pakistana del Beluchistan, uno storico evento sarà celebrato domani, 21 aprile: la prima ordinazione di un sacerdote cattolico in Beluchistan. Si tratta – riferisce l’agenzia Fides – del diacono Gulshan Barkat, degli Oblati di Maria Immacolata (Omi), che ha completato la sua formazione, dopo aver studiato anche a Roma. Gulshan Barkat sarà ordinato dal vicario apostolico di Quetta, mons. Victor Gnanapragasam, che guida il vicariato, affidato agli Oblati di Maria Immacolata. I missionari Oblati – attualmente 10 a Quetta, oltre 30 in tutto il Pakistan – avviarono una missione a Quetta nel 1982 e, dopo trent’anni, la comunità cattolica locale è fiorente con scuole, attività pastorali, catechesi nei villaggi, contando oltre 50mila fedeli cattolici, ai quali si aggiungono altri 50mila cristiani di altre denominazioni. Il dono del primo sacerdote ordinato in Beluchistan, nota a Fides il diacono Gulshan, “ha un alto valore simbolico: intende dare una testimonianza cristiana e promuovere vocazioni sacerdotali e alla vita religiosa in questa provincia”, agitata da violenza settaria e da una antica ribellione delle popolazioni locali contro il governo. Alla gioia per questa ordinazione, a Quetta si accavallano sentimenti di lutto, paura e costernazione per l’uccisione martedì scorso di un cristiano, Hyrak Maseeh, che è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da uomini non identificati, mentre percorreva la Samungly Road. La sua famiglia è in profondo lutto, mentre sono ignote le ragioni dell’assassinio e sono in corso indagini della polizia. Secondo fonti della Chiesa locale, “è molto probabile che l’episodio sia dovuto a una aggressione di estremisti islamici”. (R.P.)


Il testo completo si trova su:

http://www.radiovaticana.org/it1/print_page.asp?c=581408